Ultima modifica: 7 Dicembre 2021

30, 29, 28, 27…

Inizia il conto alla rovescia…

…26, 25…

A partire da oggi (30 giorni all’evento) ricorderò con una frase Paolo e Rita Borsellino a cui abbiamo intitolato il nostro Istituto.

Il Dirigente scolastico

Maurizio Primo Carandini

14 dicembre 2021

Una scuola con il nome della giustizia

 

-5 : «Io accetto, ho sempre accettato più che il rischio (…) le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall’inizio che dovevo correre questo pericoli» P. Borsellino

-6 : «Paolo era un uomo di grande affetto e in particolare con me che sono la più piccola dei quattro fratelli era particolarmente protettivo, lo è sempre stato, ed io oggi cerco di proteggere la sua lezione, raccogliendo la sua eredità perché rimanga viva e non muoia con lui e i suoi ragazzi della scorta» R. Borsellino

-7 : «La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità» P. Borsellino

-8 : «Qui a Palermo, in coincidenza con i due anniversari delle stragi, si verifica sempre una maggiore presa di coscienza. C’è quindi un certo risveglio, dopo i mesi di indifferenza. E la cosa peggiore, perché quando si è “contro” almeno si è già qualcosa. C’è stato un periodo in cui tutti avevano voglia di archiviare. Ma archiviare non è possibile.» R. Borsellino

-9 : «La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me» P. Borsellino

-10 : «La Scuola ha operato quella che noi come Centro Studi Paolo Borsellino chiamiamo “memoria operante” » R. Borsellino

-11 : «I pentiti sono merce delicata, delicatissima, sono loro che scelgono il giudice a cui confessare, non viceversa, sono degli sconfitti che abbandonano un padrone per servirne un altro, ma vogliono che sia affidabile» P. Borsellino

-12 : «…i giudici continueranno a lavorare e a sovraesporsi e in alcuni casi a fare la fine di Rosario Livatino come tanti altri, i politi appariranno ai funerali proclamando unità di intenti per risolvere questo problema e dopo pochi mesi saremo sempre punto e daccapo» P. Borsellino

-13 : «Bisogna fare in modo che la lezione di Paolo rimanga attuale e con lui il messaggio che ha voluto dare soprattutto ai giovani, di rifuggire dalla mafia e di aspirare al ‘fresco profumo di libertà senza il puzzo del compromesso» R. Borsellino

-14 : «Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare» P. Borsellino

-15 : «Il ricordo è qualcosa di cristallizzato nel tempo, fare memoria significa altro, vuol dire non ricordare un giorno all’anno portando una corona di fiori sul luogo dell’eccidio ma operare ogni giorno perché il passato non torni, perché a partire dai fatti del ’92-’93 si costruisca futuro e futuro libero» R. Borsellino

-16 : «L’opera di Paolo sta tutta nel suo lavoro, nella passione smisurata che metteva in quello che faceva, credendoci fermamente e mettendo in pericolo la sua stessa vita per quegli ideali di giustizia e di amore verso il prossimo» R. Borsellino

-17 : «Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno» P. Borsellino

-18 : «Non posso cedere alla debolezza ma devo avere la certezza di arrivare alla verità, altrimenti non crederei più nello Stato, in quella parte dello Stato che deve poter trovare giustizia e libertà» R. Borsellino

-19 : «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”» P. Borsellino

-20 : «La paura è umana, ma combattetela con il coraggio”» P. Borsellino

-21 : «Mio fratello Paolo non era un eroe, ma un uomo che non scendeva a compromessi» R. Borsellino

-22 : «…Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene» P. Borsellino

-23 : «Perché, se tutti la combattono, nessuno ha ancora sconfitto la Mafia» R. Borsellino

-24 : «Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno» P. Borsellino

-25 : «La memoria è qualcosa di vivo e che si proietta nel futuro. Memoria significa impegnarsi quotidianamente perché il passato non torni. Ma la memoria non guarda solo al passato, che è importante guardare, ma guarda al futuro e ciò che si costruisce giorno per giorno, non solo un giorno all’anno» R. Borsellino

-26 : «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”» P. Borsellino

-27 : «Mio fratello Paolo non era un eroe, ma un uomo che non scendeva a compromessi» R. Borsellino

-28 : «A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato» P. Borsellino

-29 : «Anche io, come ripeteva spesso mio fratello, non ho mai creduto alla volontà della politica di sconfiggere veramente la mafia» R. Borsellino

-30 : «Mi uccideranno ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri» P. Borsellino